In una città come Milano, dove spiccano figure di "super donne in carriera" che competono con gli uomini in tutti campi della vita sociale, esiste anche una realtà femminile fatta di fragilità, incertezze e paure. Esistono donne che, per la loro appartenenza culturale ed economica, ignorano i propri diritti in quanto madri, compagne e soprattutto come esseri umani. Le donne hanno tutt'ora molto da conquistare per ottenere pari dignità dell'uomo cominciando dall'imparare ad avere maggiore stima di sé e dal neutralizzare l'idea, diffusa in diversi Paesi, di valere meno dell'uomo.

Fondazione Donna a Milano Onlus con il Camper dell'Ascolto vuole offrire gratuitamente il proprio aiuto a tutte le donne che hanno bisogno di un'informazione legale e di un sostegno psicologico per affrontare situazioni familiari difficoltose e violente. Per violenza non si intende solamente quella fisica, fatta di casi di stupro o di aggressione, dentro le mura domestiche, ma altre forme, come quella psicologica sotto forma di mobbing familiare/coniugale che è più sottile della violenza fisica, ma altrettanto dolorosa.


I nostri esperti di legge sono a disposizione per chiarire i dubbi e dare dei consigli su temi come:


  • diritto di famiglia

  • separazione giudiziale

  • corretta gestione dei figli

utilizzando un linguaggio semplice e chiaro, per poter abbattere, prima di tutto, le barriere linguistiche e culturali e, in secondo luogo, per creare un dialogo costruttivo verso la soluzione dei problemi.

Particolare attenzione è dedicata alle donne straniere che risiedono a Milano. Ci sono tantissimi problemi legati alla loro condizione di immigrate. Molte di loro non si separano o denunciano i loro partner sia per paura di perdere il permesso di soggiorno, sia per paura di non trovare i mezzi finanziari che le permetterebbero di vivere indipendenti dal marito.

Attraverso i consigli legali e il sostegno di mediatori culturali Fondazione Donna a Milano Onlus si pone l'obiettivo di far conoscere a queste donne i loro diritti, per far sì che le disuguaglianze economiche e culturali non siano più un'arma di sottomissione nell'ambiente familiare.